La Chiesa di San Valeriano

La chiesetta di San Valeriano, detta anche Oratorio, avrebbe dovuto assolvere alla funzione di cappella privata della famiglia Spiga, la quale la fece erigere nel terreno di sua proprietà, dirimpetto alla casa di abitazione padronale.

Dopo una lunga e spinosa controversia con il parroco pro tempore dr. Raimondo Barra, la suddetta famiglia ottenne il nihil obstad dall'Ordinario Diocesano.

La prima pietra fu deposta il 24 Ottobre 1906 dall'Arcivescovo di Cagliari Mons. Pietro Balestra che il 5 Maggio del 1910 consacrò la chiesa, il simulacro di San Valeriano, i paramenti, gli arredi sacri e le due campane sistemate nel campanile a vela.

Al suo interno, una lapide reca incisa la seguente epigrafe: "D.O.M. SANCTO VALERIANO M. SUIS SUMPTIBUS-SACELLUM HOC RITA SERRI-VALERIANUS SPIGA-PASCHALA SERRI DICARUNT A.D. 1907" (A Dio Ottimo Massimo a San Valeriano Martire, Rita Serri, Valeriano Spiga, Pascala Serri, a proprie spese, dedicarono questa cappella nell'anno del Signore 1907).

La struttura dell'edificio è a pianta rettangolare con copertura voltata a botte, affrescata.
Nell'altare si conserva il simulacro di San Valeriano.
E' ospitato anche il simulacro di San Lorenzo che, per le celebrazioni agostane, viene traslato in processione nella chiesa campestre omonima. Vi si custodisce, inoltre, il cocchio che trasporta San Lorenzo, il quale fu commissionato e pagato da Valeriano Spiga, alla cifra di lire duemila.

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